Celiachia e osteoporosi, tutto quello che c’è da sapere

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L’osteoporosi è quasi sempre legata alla malattia Celiaca. Ma quali collegamenti ci sono. Come diagnosticare l’osteoporosi? Tutto quello che devi sapere.

Grazie al prezioso contributo del dottor Simone Artimagnella nelle righe successive troverete un’attenta analisi della correlazione tra Celiachia e Osteoporosi. Non solo, scopriremo come diagnosticare l’osteoporosi tramite l’esame MOC. Buona lettura

La celiachia è una patologia che si associa frequentemente ad osteopenia-osteoporosi.

I dati presenti in letteratura indicano addirittura una prevalenza che va dal 40% al 60% nei neodiagnosticati, dato molto significativo che ci spinge a porci una domanda: come mai una patologia come l’osteoporosi che nella stragrande maggioranza dei casi colpisce le donne in postmenopausa o l’età senile ha una incidenza così alta nella popolazione celiaca?

Un’ipotesi è quella legata al malassorbimento intestinale di calcio e vit. D, che avviene per diretta conseguenza della lesione della mucosa intestinale. In buona parte dei casi, la normalizzazione dell’architettura dei villi che si osserva dopo un congruo periodo di dieta senza glutine contribuisce ad assorbire meglio i nutrienti e quindi a migliorare la densità ossea tuttavia, come vedremo, spesso il miglioramento non è significativo per cui si rende necessario un trattamento farmacologico.

Negli ultimi anni sono state avanzate anche altre ipotesi patogenetiche, forse ancor più importanti del malassorbimento e legate all’ipotesi infiammatoria ed autoimmunitaria ed in particolare alla produzione di interleuchine proinfiammatorie nonché di anticorpi anti osteoprotegerina (OPG) i quali, alterando il rapporto OPG/RANKL, provocherebbero un aumento dei processi di riassorbimento osseo a scapito di quelli che invece favoriscono l’apposizione di nuovo tessuto osseo con conseguente carenza di calcio.

La patogenesi dell’osteopenia-osteoporosi del celiaco sembrerebbe pertanto multifattoriale e solo in parte legata al malassorbimento. Per tal motivo ritengo sbagliato credere che la sola dieta senza glutine possa normalizzare la massa ossea: ciò avviene in buona parte dei casi, ma vi è almeno un 30% di celiaci che nonostante abbia da tempo normalizzato i villi continuano a presentare deficit di massa ossea. Sono questi i soggetti che vanno individuati precocemente e trattati farmacologicamente.

Le indicazioni attuali in merito al follow up della celiachia consigliano l’esecuzione della MOC a tutti i soggetti neo diagnosticati che abbiano compiuto almeno 18 anni, e comunque a tutti quelli che hanno ricevuto la diagnosi in età infantile e che abbiano compiuto almeno 18 anni.

E’ chiaro che non tutti gli adulti presentano lo stesso rischio di sviluppare la patologia: i più a rischio infatti sono considerati quelli con presentazione classica della malattia (pazienti con sindrome da malassorbimento) mentre il rischio sembrerebbe minore nei pazienti con presentazione subclinica e quindi con sintomatologia in apparenza più sfumata; inoltre si pone indicazione ad eseguire la MOC negli adulti che hanno ricevuto la diagnosi in età infantile, anche se si è visto che questi soggetti hanno un rischio minore di sviluppare la malattia.

osteoporosi celiachia Il neo diagnosticato pertanto, unitamente agli esami ematici previsti come da protocollo, dovrebbe eseguire dosaggio di calcio, fosforo, fosfatasi alcalina e paratormone e quindi esame MOC. Stesso discorso vale per i soggetti che abbiano ricevuto la diagnosi diversi anni prima e che abbiano raggiunto la maggiore età. In caso di carenza di calcio se il soggetto neo diagnosticato è giovane e l’osteopenia è di grado lieve-moderato non è necessario prescrivere terapia farmacologica, che invece si rende necessaria nei soggetti che nonostante risultino a dieta da diversi anni presentano ugualmente osteopenia. In caso di osteoporosi invece ritengo sempre necessario prescrivere trattamento.

Il ricontrollo della MOC nei soggetti risultati osteopenici è consigliabile dopo 18 mesi; nei soggetti che praticano trattamento farmacologico è consigliabile eseguire la calciuria delle 24 ore al fine di valutare il rischio di calcolosi renale.

In conclusione, l’esame MOC è un’indagine che il celiaco adulto deve eseguire almeno una volta nella vita, a prescindere dall’epoca della diagnosi (recente o risalente a diversi anni prima) poiché presenta una massa ossea mediamente minore rispetto ad un soggetto non affetto; anche il picco di massa ossea, che si raggiunge tra i 20 ed i 30 anni, è significativamente più basso. La diagnosi precoce è fondamentale poiché l’osteopenia del celiaco, a differenza di quella dell’anziano, è una patologia reversibile che però in alcuni casi necessita di trattamento farmacologico. Più tardiva è la diagnosi di osteopenia, meno possibilità ci sono di normalizzare i livelli di massa ossea, e più probabilità vi sono che il soggetto vada incontro a frattura traumatica.

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